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VINI DOLCI

I vini dolci possono essere prodotti con svariati metodi, tuttavia la cosa che li accomuna è la presenza di zucchero, sia questo residuo o aggiunto. Sono tra i vini più affascinanti e seduttivi, fantastici da abbinare ai classici desserts e formaggi, ma anche controversi con possibilità di abbinamento assai variegate.Pensiamo ad esempio al Sagrantino Passito con un piccione allo spiedo o al fegato grasso abbinato ad un Sauternes.

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  • E’ un vino rosso dolce caratterizzato da un’eccezionale persistenza aromatica.

  • La storia dell’Azienda è strettamente legata alla produzione di Moscato d’Asti D.O.C.G. Questo Palás si presenta come un concentrato di freschezza e bollicine che rende il sorso davvero entusiasmante. Le uve, rigorosamente selezionate per offrire solo il meglio nel bicchiere, fermentano in vasche di acciaio inox per poi essere imbottigliate. E’ un vino perfetto per celebrare con stile la fine dei pasti, ideale con frutta e dolci di diverso tipo.

  • Le uve raccolte a mano e accuratamente selezionate, sono disposte in cassette e subito trasportate in cantina, dove vengono adagiate su graticci per l’appassimento naturale. Dopo circa 2-3 mesi di appassimento, le uve vengono diraspate e il mosto ottenuto si avvia alla fermentazione naturale a temperatura controllata e sottoposto a ripetuti rimontaggi. Terminata la macerazione delle bucce si effettua la svinatura ed il vino ottenuto viene affinato in piccole botti di legno francese per circa 24 mesi. Dopo tale affinamento il vino viene messo in bottiglia ad affinare per ulteriori 7-8 mesi prima di essere commercializzato.

  • Nel dialetto piemontese “Bonmé” indica l’assenzio (Arthemisia absinthium).
    Durante il Medioevo, nell’Italia settentrionale si produceva con uva Moscato il vingreco, fortemente aromatico – perché arricchito con estratti vegetali – dolce e molto alcolico, che ha visto una riscoperta e una grande diffusione nel XVIII secolo con l’ invenzione a Torino del Vermouth: ottenuto inizialmente da vino Moscato con l’aggiunta di infusi vegetali e in cui prevaleva l’assenzio.
    La famiglia Colla proviene dal cuore della zona classica di produzione del Moscato (Castiglione Tinella, S.Stefano Belbo) e si inserisce nel solco della tradizione con la produzione di questo delizioso vino dolce.

  • Da oltre 15 anni Eraldo Dentici e suo padre portano avanti una lunga tradizione viticola tramandata di generazione in generazione, lavorando con cura la terra dei lori padri. L’impegno quotidiano nelle lavorazioni e la passione per la viticoltura hanno permesso di realizzare il loro sogno: creare una piccola cantina dove il tempo si è fermato e le tradizioni passate si mescolano sapientemente con l’innovazione tecnologica.

  • Pochi vitigni hanno caratteristiche così spiccate come il Moscato Rosa. Dalle sue uve nascono vini aromatici dalla forte, inconfondibile personalità. Questo vino, prodotto sin dall’inizio in ridottissima quantità, è diventato negli anni un vino riconosciuto dagli appassionati come una delle migliori espressioni di questa tipologia in regione.

  • Il Montefalco Sagrantino Passito di Raìna viene prodotto dalle vigne da cui si ricavano anche le uve per il Sagrantino di Montefalco, si scelgono le uve più soleggiate e spargole per un prodotto di grande eccellenza.

    Raìna prende il nome dal viticoltore che per anni si è occupato dell’area vitivinicola rilevata nel 2002 da Francesco Mariani, che da subito decide di impiantare nuove vigne per produrre vini che siano l’espressione più genuina del territorio. Pertanto, bandite sostanze chimiche o di sintesi nel vigneto, in cantina si prosegue allo stesso modo con fermentazioni spontanee e senza chiarifiche o filtrazioni, con un pizzico di solforosa aggiunta all’imbottigliamento. Da bere e ribere!

  • Vermouth artigianale, il primo in assoluto ottenuto da uve autoctone umbre.
    Nasce dalla lenta lavorazione del vino aromatizzato con infusi alcolici naturali di erbe aromatiche e spezie, un vermouth naturale, biologico e unico nel suo genere.

    Raìna prende il nome dal viticoltore che per anni si è occupato dell’area vitivinicola rilevata nel 2002 da Francesco Mariani, che da subito decide di impiantare nuove vigne per produrre vini che siano l’espressione più genuina del territorio. Pertanto, bandite sostanze chimiche o di sintesi nel vigneto, in cantina si prosegue allo stesso modo con fermentazioni spontanee e senza chiarifiche o filtrazioni, con un pizzico di solforosa aggiunta all’imbottigliamento. Da bere e ribere!

  • Il Sauternes Premier Grand Cru Classé di Château Guiraud è una di quelle etichette che entra di diritto nel gotha dei vini francesi. La critica internazionale più importante è infatti unanime nel riconoscerne la qualità, certificando l’ottimo lavoro svolto dalla cantina, attenta a produrlo solo nelle annate migliori, seguendo pratiche certificate come biologiche a partire dal 2011.

    Un vino dolce dotato di una grandissima longevità, comunque già altamente godibile ora.

  • Per tre anni questo Sauternes Château Raymond-Lafon è stato lasciato maturare in barrique di rovere francese, prodotte con legni rari e pregiati. Sontuoso, cremoso e lungo, è un vino a dir poco sorprendente, da godere appieno scoprendo e gustando ogni sua più piccola sfumatura organolettica. Un eccellente potenziale di conservazione e un prezzo ancora ragionevole per la denominazione: questo Sauternes ha tutto in regola per piacere.

  • Cristina Geminiani, titolare dell’Azienda, propone un innovativo approccio con l’Albana: tentare, con lo Scaccomatto, la via della muffa nobile in pianta e della vendemmia scalare in stile Sauternes. Una scelta coraggiosa, che ha richiesto sacrifici e dedizione, ripagati da un notevole successo già dalle prime annate di questo vino pregevole. Dal 1992 si consolidarono le conoscenze e l’esperienza per gestire al meglio lo sviluppo e la selezione della muffa nobile, oltre al rischio e allo stress psicologico che questo tipo di vendemmia porta con sé.

  • Lo Château La Tour Blanche è un’icona di fascino e complessità. Appartiene alla denominazione Sauternes e il suo blend si compone per l’80% di Sémillon, per il 15% di Sauvignon Blanc e per il rimanente 5% di Muscadelle, come da tradizione della tipologia di vino.

    I grappoli di queste uve devono il loro magico profilo aromatico ad un’interazione alchimistica fra molteplici fattori, tra i quali non si può non citare l’attacco della famosissima Botrytis Cinerea, non a caso conosciuta anche come “Muffa Nobile“. Questo vino di straordinaria eleganza e complessità affina all’interno di botti di legno per un periodo che varia dai 16 ai 18 mesi.

  • Prodotto esclusivamente con le migliori uve di Trebbiano e Malvasia, appassite per alcuni mesi su stuoie di giunco nell’appassitoio, il Vin Santo è invecchiato per dieci anni nei caratelli, piccole botti di rovere da 50 litri e deve molto del suo carattere speciale alla madre, un lievito indigeno centenario, custodito con cura da Avignonesi.

    Chi si prende il tempo per apprezzare questo vino raffinato e misterioso, sarà ripagato da infinite sensazioni olfattive e gustative. Grazie all’invecchiamento decennale, durante il quale il Vin Santo passa attraverso un processo di ossidazione naturale, le qualità di questo vino rimangono intatte per moltissimo tempo dopo l’apertura della bottiglia, se ben richiuso e conservato in frigorifero.

  • Ottenuto esclusivamente dalle migliori uve Sangiovese, appassite per alcuni mesi su stuoie di giunco nell’appassitoio, l’Occhio di Pernice è invecchiato per un decennio nei caratelli, piccole botti di rovere da 50 litri e deve molto del suo carattere speciale alla madre, un lievito indigeno centenario, custodito con cura da Avignonesi.

    Misterioso e seducente, questo vino dolce sorprendente offre un’esplosione di aromi e di sapori, il cui carattere e intensità cambiano a seconda del cibo in abbinamento.

    Grazie ai dieci anni di invecchiamento, durante i quali Occhio di Pernice passa attraverso un processo di ossidazione naturale, le qualità di questo vino rimangono intatte per moltissimo tempo dopo l’apertura della bottiglia, se ben richiuso e conservato in frigorifero.

  • Lo Château La Tour Blanche è un’icona di fascino e complessità. Appartiene alla denominazione Sauternes e il suo blend si compone per l’80% di Sémillon, per il 15% di Sauvignon Blanc e per il rimanente 5% di Muscadelle, come da tradizione della tipologia di vino.

    I grappoli di queste uve devono il loro magico profilo aromatico ad un’interazione alchimistica fra molteplici fattori, tra i quali non si può non citare l’attacco della famosissima Botrytis Cinerea, non a caso conosciuta anche come “Muffa Nobile“. Questo vino di straordinaria eleganza e complessità affina all’interno di botti di legno per un periodo che varia dai 16 ai 18 mesi.

  • Il Sauternes Premier Grand Cru Classé di Château Guiraud è una di quelle etichette che entra di diritto nel gotha dei vini francesi. La critica internazionale più importante è infatti unanime nel riconoscerne la qualità, certificando l’ottimo lavoro svolto dalla cantina, attenta a produrlo solo nelle annate migliori, seguendo pratiche certificate come biologiche a partire dal 2011.

    Senza dubbio un’annata di antologia, tra le migliori dell’azienda, che gode anche di un ottimo potenziale di longevità.

  • Sin dal XVII secolo, il Picolit è stato considerato tra “…li più preziosi vini che nei trattenimenti de’ Sovrani dell’Europa sono destinti fra tutti gli altri…”. La tradizione insegna che alcuni giorni prima della vendemmia si proceda al taglio del tralcio che sorregge i grappoli per un primo parziale appassimento delle uve sulla pianta, operazione che in lingua friulana è conosciuta da sempre come “tajà lis strezzis”.

  • Un Sauternes Premier Grand Cru Classé elegante e raffinato, i cui profumi al naso ci trasportano con maestria all’interno di uno dei territori più affascinanti di tutto il bordolese, quello in cui si produce appunto il vino dolce per eccellenza, il Sauternes. Château Rieussec, cantina che fa parte dell’impero enologico rappresentato dai Domaines Barons de Rothschild, è uno dei nomi più importanti all’interno di questa AOC.

    Questo Premier Grand Cru Classé, espressione di eleganza, potenza ed equilibrio che, sorso dopo sorso, non farà fatica a conquistarvi.

  • Questa tasting box è nata per raccontarvi, attraverso l’assaggio, cosa potete aspettarvi dai vini da me selezionati. Viene proposta con uno sconto particolare e al suo interno potete trovare:

     

    1 bt di Nature – Monsupello

    1 bt di Chardonnay 2018 – Vignaiolo Fanti

    1 bt di Stella Flora 2016 – Maria Pia Castelli

    1 bt di Etna Rosso 2017 – Masseria Setteporte

    1 bt di Bricco del Drago 2015 – Poderi Colla

    1 bt di Poggio Forno 2016 – Cantine Neri

     

    Tutti i nostri percorsi di assaggio sono corredati da schede relative ai prodotti contenuti al loro interno.

  • Prodotto esclusivamente con le migliori uve di Trebbiano e Malvasia, appassite per alcuni mesi su stuoie di giunco nell’appassitoio, il Vin Santo è invecchiato per dieci anni nei caratelli, piccole botti di rovere da 50 litri e deve molto del suo carattere speciale alla madre, un lievito indigeno centenario, custodito con cura da Avignonesi.

    Chi si prende il tempo per apprezzare questo vino raffinato e misterioso, sarà ripagato da infinite sensazioni olfattive e gustative. Grazie all’invecchiamento decennale, durante il quale il Vin Santo passa attraverso un processo di ossidazione naturale, le qualità di questo vino rimangono intatte per moltissimo tempo dopo l’apertura della bottiglia, se ben richiuso e conservato in frigorifero.

  • Ottenuto esclusivamente dalle migliori uve Sangiovese, appassite per alcuni mesi su stuoie di giunco nell’appassitoio, l’Occhio di Pernice è invecchiato per un decennio nei caratelli, piccole botti di rovere da 50 litri e deve molto del suo carattere speciale alla madre, un lievito indigeno centenario, custodito con cura da Avignonesi.

    Misterioso e seducente, questo vino dolce sorprendente offre un’esplosione di aromi e di sapori, il cui carattere e intensità cambiano a seconda del cibo in abbinamento.

    Grazie ai dieci anni di invecchiamento, durante i quali Occhio di Pernice passa attraverso un processo di ossidazione naturale, le qualità di questo vino rimangono intatte per moltissimo tempo dopo l’apertura della bottiglia, se ben richiuso e conservato in frigorifero.

  • Lo Château d’Yquem è il Sauternes AOC che ha fatto la storia della denominazione, essendo l’unico vino dolce bianco ad ottenere il riconoscimento di “Premier Cru Supérieur” in occasione della storica Classificazione di Bordeaux del 1855.

    La commistione magica tra territorio, clima e fattore umano ha reso allo Château d’Yquem la sua indiscussa fama mondiale: per la grandiosa vastità aromatica, questo Sauternes rappresenta il santo graal per tanti amanti del vino, la sua longevità può arrivare con espressioni incredibili fino a 200 anni!

    Segnato da un’estate eccezionalmente calda e secca, l’annata 2016 a Château d’Yquem brilla di purezza ed eleganza ariosa, confermando lo status di château iconico tra i Grand Cru Classé di Sauternes.

  • Storicamente Dow’s possiede vigneti di grandissima qualità, posizionati nelle zone più vocate della denominazione. In particolare la Quinta de Bonfim e la Quinta Senhora da Ribeira, due classiche river Quintas (posizionate lungo il fiume Douro), rappresentano la quintessenza delle vigne di Porto, interamente classificate con la lettera “A”, ovvero il massimo previsto da l’Instituto dos Vinhos do Douro e Porto.

    Il Porto è un vino mutizzato ottenuto aggiungendo acquavite al mosto in fermentazione, nella misura di circa ¼ rispetto al volume totale.

    Il Vintage, prodotto da uve di unica vendemmia, riconosciuta di qualità eccezionale dall’Instituto dos Vinhos do Douro e Porto, è il Porto più importante. In media solo due volte ogni dieci anni le condizioni meteorologiche sono considerate buone da consentire la realizzazione di questa tipologia di Porto. Invecchia per circa due anni in botte, la tradizionale pipas, per poi proseguire la propria maturazione in bottiglia, evolvendo lentamente e conservando un’eterna giovinezza.

  • Lo Château d’Yquem è il Sauternes AOC che ha fatto la storia della denominazione, essendo l’unico vino dolce bianco ad ottenere il riconoscimento di “Premier Cru Supérieur” in occasione della storica Classificazione di Bordeaux del 1855.

    La commistione magica tra territorio, clima e fattore umano ha reso allo Château d’Yquem la sua indiscussa fama mondiale: per la grandiosa vastità aromatica, questo Sauternes rappresenta il santo graal per tanti amanti del vino, la sua longevità può arrivare con espressioni incredibili fino a 200 anni!

    Il millesimo 2011, in particolare, è stato paragonato alla grande annata 2001, di perfezione assoluta.

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