La denominazione di origine Chianti Classico DOCG è riservata dal 1984 ai vini rossi prodotti nella zona più antica del Chianti, a cavallo tra le province di Firenze e Siena; comprende per intero i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e in parte quelli di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi e San Casciano in Val di Pesa. La zona di produzione del Chianti Classico è la prima al mondo ad essere stata definita per legge, con un bando del 1716 del Granduca di Toscana Cosimo III. Il bando specificava i confini delle zone entro i quali potevano essere prodotti i vini Chianti ed istituiva una congregazione di vigilanza sulla produzione la spedizione, il controllo contro le frodi ed il commercio dei vini. Fino a tutto il 1700 il Chianti veniva prodotto utilizzando solo le uve del vitigno Sangiovese. Risale ai primi dell’800 la pratica di mescolare varietà diverse di uve per migliorare la qualità del vino prodotto. In quel periodo vennero sperimentati diversi uvaggi, ma fu il barone Ricasoli, a divulgare la composizione da lui ritenuta più idonea per ottenere un vino rosso piacevole, frizzante e di pronta beva e che sarebbe poi diventata la base della composizione ufficiale del vino Chianti. Il vitigno di riferimento per la DOCG Chianti Classico rimane ancor oggi il Sangiovese, che deve essere presente per almeno l’80% delle uve, accanto ad un restante 20% di vitigni autoctoni autorizzati, che devono essere iscritti al registro nazionale delle varietà di vite del MIPAAF autorizzati dalla Regione Toscana, a partire da quelli autoctoni, come Canaiolo Nero, Ciliegiolo, Colorino, Fogliatonda, Malvasia Nera, Mammolo, Pugnitello, ma anche i principali vitigni internazionali, ad esempio Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah. Dal 2006 non è possibile utilizzare uve bianche. Le tipologie previste dalla denominazione sono il Chianti Classico, il Chianti Classico Riserva e il Chianti Classico Gran Selezione, nato nel 2014. Le tipologie propongono un affinamento di durata crescente, di 12 mesi per il chianti classico, di 24 mesi per la riserva e di 30 mesi per la Gran selezione.
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“Un capolavoro. Difficile e forse inutile usare altri termini per la Riserva di Roberto Bianchi. Un vino che profuma di umori di cantina e in bocca è quanto di più fedele all'idea che abbiamo di Radda e del sangiovese del Chianti Classico in genere. Bocca di clamoroso sapore e lunghezza.” (Antonio Boco - Gambero Rosso) A Val delle Corti la Riserva viene...