Evangelos Paraschos approda a Trieste da Salonicco negli anni ‘70 per frequentare l’università, per poi iniziare nel 1979 a lavorare in vigna con suo suocero, fondando nel 1998 l’attuale cantina a San Floriano nella quale oggi lavorano appassionatamente insieme a lui i suoi figli Alexis e Jannis. Ispirandosi agli amici Radikon e Gravner, inizia il suo percorso di viticoltura e vinificazione che non prevede utilizzo di prodotti chimici di sintesi né di forzature fisiche come il controllo della temperatura. Ne risultano vini prodotti con soste sulle bucce di estrema pulizia e carattere, vini trasversali che offorno innumerevoli possibilità di abbinamento date dall’animo bianco lavorato in rosso: dalla delicatezza del pesce alla struttura di carni elaborate. Trovo particolarmente interessanti per avvicinarsi a questa realtà, vini come Orange One, Amphoreus e Not. Il primo è un blend di 50% Ribolla Gialla, 50% Malvasia e Friulano: uve da vigne vecchie che vengono raccolte separatamente e lavorate con macerazioni differenziate per vitigno, successivamente assemblate ed affinate per trenta mesi in botte grande. Il secondo è una Ribolla in purezza dalla collina di San Floriano, macerata in anfora. Not è un Pinot Grigio dal colore rosa molto carico che in bocca lascia una evidente tannicità. Per quanto riguarda i rossi segnalo un Pinot Nero, il Noir… vitigno inconsueto per la zona.