Per quanto riguarda Bordeaux, riuscire ad essere esplicativi a sufficienza in poche righe è molto difficile; qui storia, geografia ed enologia si fondono ai massimi livelli. Quando si pensa ai grandi vini francesi non si può prescindere da questa regione, nella quale si produce vino da almeno duemila anni. I vini che regala sono oggi i più costosi e ricercati dagli appassionati di tutto il mondo, disposti a tutto pur di avere qualche bottiglia delle migliori annate. Il momento storico più importante per questa regione fu sicuramente il 1152 quando Eleonora d’Aquitania sposò quello che poi divenne Enrico II re d’Inghilterra che favorì in modo considerevole l’affermarsi dei vini bordolesi nel mercato britannico tutt’ora fedelissimo.
Altro passo che diede notevole risalto fu la classificazione del 1855 voluta da Napoleone in occasione dell’Exposition Universelle di Parigi, per i vini del Médoc, di Sauternes e Barsac, tutt’ora in vigore e su cui sono stati scritti un’infinità di testi. Le zone vinicole della regione bordolese possono essere individuate in tre macro aree ben distinte seguendo lo scorrere dei tre corsi d’acqua che le dividono. Troviamo quindi lungo la riva sinistra della Gironde l’area del Médoc e delle Graves, che comprendono la cittadina di Bordeaux, mentre sulla riva destra della Dordogne l’area del Libournais con Pomerol e Saint-Émilion ed infine, tra la riva destra della Garonne e quella sinistra della Dordogne, abbiamo l’Entre-deux-Mers. Nei 15000Ha del Médoc, a Nord della città di Bordeaux, la produzione è principalmente di vini rossi a base Cabernet Sauvignon in prevalenza, vitigno che qui ha trovato il suo ambiente ideale. A Sud di Bordeaux invece abbiamo il Graves che comprende Pessac- Léognan immediatamente a ridosso della città e il Sauternais all’estremo Sud: qui si producono grandi rossi, meravigliosi bianchi a base Semillion e Sauvignon, oltre a superlativi vini dolci con il Sauternes come punta di diamante. La riva destra, quindi il Libournais, vede come principali vitigni protagonisti il Merlot e il Cabernet Franc, con la piccola Pomerol (800Ha) e la più estesa Saint-Émilion (5500Ha) a dare i vini più ricercati. Saint-Émilion possiede una classificazione a sé stante dal 1955, più flessibile di quella del Médoc che viene rivista ogni 10 anni (l’ultima in vigore è del 2006). L’Entre-deux-Mers è invece una realtà molto produttiva, ma molto meno blasonata e conosciuta. I vini prodotti in questa zona, sia bianchi che rossi, vengono venduti con la dicitura Bordeaux generica o Bordeaux Supérieur.
Esistono due classificazioni ufficiose: una è quella del 1855 in cui i courtiers avevano individuato anche una serie di prodotti definiti bourgeois, dal 1979 diventata una classificazione ufficiale insignendo ben 322 châteaux del titolo Cru Bourgeois. L’altra è stata introdotta nel 1989 e definisce i vini di 44 domaines come Cru Artisans e obbliga i produttori che ne fanno parte a coltivare, produrre, imbottigliare e vendere i propri vini per loro conto.