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In occasione di una cena a a Verona nel Gennaio 2014, mi capitò di assaggiare per la prima volta Isidor 2010 del Vignaiolo Fanti. Ricordo ancora distintamente le emozioni suscitate da quell’assaggio. Rimasi infatti estasiato dalla intensa sensazione di mineralità che questo vino con le sue note di sapidità e acidità riusciva ad esprimere. Contattai Alessandro Fanti immediatamente, per poi incontrarlo al seguente Vinitaly in Aprile. Una scoperta due volte sensazionale: per la persona che è Alessandro e per i suoi magnifici vini. Non sono un grande propugnatore del binomio “bella persona=bei vini” poiché sono più volte stato smentito dalla realtà dei fatti, ma Alessandro rappresenta l’eccezione che conferma la regola. Persona di squisita gentilezza e con il quale è piacevolissimo poter trascorrere del tempo. Qualche tempo dopo ho avuto il piacere di andare a trovarlo a casa sua a Pressano, poco più a nord di Lavis, mi ha fatto vedere tutto ciò che fa nella sua piccola cantina (che produce intorno alle 20.000bt). Vitigni autoctoni come Nosiola e Teroldego, ma anche internazionali come Chardonnay e Sauvignon per finire con il protagonista assoluto che è il meraviglioso Incrocio Manzoni, vitigno poco conosciuto nel panorama dei grandi bianchi, ma capace di donare grandissimi vini come in questo caso. Nato negli anni '30 per mano del Prof. Luigi Manzoni, il nome in gergo tecnico è anzoni Bianco 6.0.13 e origina dall'incrocio 

genetico di Riesling Renano e Pinot Bianco, molto utilizzato in pianura come vitigno di facile coltivazione e altissime rese, ma che , se usato in vigneti vocati, esprime il proprio meglio andando a carpire l’essenza più complessa del terreno stesso. Incredibile come Isidor (da Iside, dea della terra) senza utilizzo alcuno di legno, riesca a tirar fuori tali complessità e a garantire lunghissima longevità. Tuttavia un vino che mi ha sempre molto impressionato di Alessandro Fanti è lo Chardonnay, vitigno che raramente in Italia riesce a darmi tali sensazioni, ma si capisce subito che siamo di fronte ad un vero fuoriclasse; anche in questo caso senza sovrastrutture date da legno, la mineralità e la sapidità la fanno da padrone. Ogni bottiglia che viene bevuta di questo Chardonnay è un vero e proprio omaggio alle papille gustative. Insomma Alessandro Fanti è un Vignaiolo con la V maiuscola di quelli che mi piacciono di più. Si occupa in prima persona di tutto ciò che serve: la parte agronomica, quella enologica e perfino quella commerciale.

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