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Vitigni

Di fronte al Palazzo Avignonesi, nel centro storico di Montepulciano, si erge la colonna del Marzocco, che raffigura un imponente leone di pietra. Un simbolo araldico di saggezza e di forza, dal 1987 questo maestoso leone dà il nome allo Chardonnay di Avignonesi, tra le prime aziende in zona a produrre un vino bianco importante, invecchiato in legno. Oggi...
Grazie all’intenso e variegato bouquet e alla sua sinfonica forza espressiva, questo vino rivela magistralmente un lato quasi inesplorato della Valtellina. La struttura che lo caratterizza, esprimendosi con una pienezza esaltata dall’evoluzione in legno, è ben sostenuta dalla tensione fresco-sapida regalata dai terreni sabbio-limosi e dal clima alpino.
Il N°1 - Numero Uno, magnifica declinazione di uve Nebbiolo lasciate in appassimento, nasce dal desiderio di interpretare in chiave moderna lo Sforzato di Valtellina, conservandolo per anni in barriques d rovere francese. Autentico ambasciatore del proprio territorio, in grado di riprodurne tanto l'eleganza, quanto il valore.
Il 50&50 fu prodotto per la prima volta nel 1988, un’annata d’eccellenza in tutta la Toscana. Nacque come esperimento quasi per caso: durante una cena tra amici, i proprietari di Avignonesi di Montepulciano e Capannelle del Chianti si misero per scherzo a confrontare i loro vini e a mischiarli uno con l’altro, fino ad arrivare al blend di 50% di...
Le uve Nebbiolo utilizzate per produrre questo vino giungono a maturazione sui ripidi versanti della sottozona del Valtellina Superiore denominata Grumello, a nord-est di Sondrio, il cui nome proviene dal castello risalente al XIII secolo che domina la vallata.
Un grande Merlot toscano dal profilo elegante e avvolgente. Desiderio 2020 affina fino a 20 mesi in barrique e sprigiona aromi intensi di frutti di bosco, cioccolato, spezie e note balsamiche. In bocca è morbido, profondo e vellutato, con un finale lungo e armonioso. Biologico e vegano, perfetto con carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.  
Risultato della vinificazione di uve Nebbiolo lungamente appassite in fruttaio sino a concentrare contenuto zuccherino ed aromi per effetto della disidratazione naturale, lo Sforzato, citato dalla bibliografia con una certa frequenza a partire dal Settecento, è stato introdotto sul mercato nel 1946 da Pietro Plozza.
Le uve Nebbiolo dell’Inferno, piccola sottozona tra le più blasonate ed impervie situata tra i comuni di Poggiridenti e Tresivio, danno un vino di carattere, adatto ad un lungo invecchiamento, che sorprende per pulizia e vivacità. «Nomen est omen»: specchio del territorio di appartenenza, dischiudendo le sue segrete porte aromatiche l’Inferno pare...
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