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Vitigni

Collezione in cassa legno di una verticale di 6 annate: 2009, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016 del Barolo D.O.C.G. "Bussia" Dardi le Rose, un maestoso Barolo "classico" caratterizzato da una sinfonia di aromi, complesso ed armonioso, fruttato ed elegante, con una grande potenzialità di invecchiamento. La sottozona Dardi di Bussia è storicamente considerata...
"Roncaglie" Barbaresco DOCG...
  • -10%
Il Barbaresco Roncaglie affascina per la sua eleganza e piacevolezza, con aromi speziati e vellutati che avvolgono al naso e al palato lasciando una lunga persistenza gustativa. Ottimo il potenziale di invecchiamento. Di questa collina hanno scritto in molti, tuttavia vale la pena ricordare Lorenzo Fantini con la sua Monografia del 1880 dedicata alla...
Grazie all’intenso e variegato bouquet e alla sua sinfonica forza espressiva, questo vino rivela magistralmente un lato quasi inesplorato della Valtellina. La struttura che lo caratterizza, esprimendosi con una pienezza esaltata dall’evoluzione in legno, è ben sostenuta dalla tensione fresco-sapida regalata dai terreni sabbio-limosi e dal clima alpino.
Una sinfonia di aromi per un maestoso Barolo “classico”, complesso ed armonioso, fruttato ed elegante, con una grande potenzialità di invecchiamento. La sottozona Dardi di Bussia è storicamente considerata come uno dei grandi cru di Barolo. Viene citata, tra l'altro, nella"Monografia sulla Viticoltura ed Enologia nella Provincia di Cuneo"di L. Fantini del...
Il N°1 - Numero Uno, magnifica declinazione di uve Nebbiolo lasciate in appassimento, nasce dal desiderio di interpretare in chiave moderna lo Sforzato di Valtellina, conservandolo per anni in barriques d rovere francese. Autentico ambasciatore del proprio territorio, in grado di riprodurne tanto l'eleganza, quanto il valore.
Una sinfonia di aromi per un maestoso Barolo “classico”, complesso ed armonioso, fruttato ed elegante, con una grande potenzialità di invecchiamento. La sottozona Dardi di Bussia è storicamente considerata come uno dei grandi cru di Barolo. Viene citata, tra l'altro, nella"Monografia sulla Viticoltura ed Enologia nella Provincia di Cuneo"di L. Fantini del...
Nato dall'equilibrio del Bombino Bianco in purezza, vitigno autoctono del Lazio, lo spumante biologico Gaius Brut Metodo Classico, combina la mineralità del terroir da cui proviene con l'eleganza delle bollicine. E' fatto interamente a mano passo dopo passo, dal tirage al remuage, alla sboccatura. La permanenza sui lieviti di almeno 48 mesi gli conferisce...
Le uve Nebbiolo utilizzate per produrre questo vino giungono a maturazione sui ripidi versanti della sottozona del Valtellina Superiore denominata Grumello, a nord-est di Sondrio, il cui nome proviene dal castello risalente al XIII secolo che domina la vallata.
Jean-Claude Rateau è indiscutibilmente il padrino e il guru della viticultura biodinamica in Borgogna. Fin dal 1979, anno in cui crea la sua azienda vinicola partendo da alcuni vigneti di famiglia, la filosofia produttiva è improntata al rigoroso rispetto dell'ambiente. Oggi la tenuta consta di 10 ettari coltivati, piantati in 12 terroir diversi e...
Si tratta di uno spumante Metodo Classico Extra Brut, blanc de noirs ottenuto da Pinot Nero e Nebbiolo, nel solco della tradizione piemontese di inizio ‘900 e di quella famigliare di nonno Pietro, che ne ha ispirato il nome. Millesimato, 24 mesi sui lieviti e nessuna aggiunta di liqueur d'espedition, è fresco, fragrante e molto minerale, non nasconde la...
Una sinfonia di aromi per un maestoso Barolo “classico”, complesso ed armonioso, fruttato ed elegante, con una grande potenzialità di invecchiamento. La sottozona Dardi di Bussia è storicamente considerata come uno dei grandi cru di Barolo. Viene citata, tra l'altro, nella"Monografia sulla Viticoltura ed Enologia nella Provincia di Cuneo"di L. Fantini del...
Risultato della vinificazione di uve Nebbiolo lungamente appassite in fruttaio sino a concentrare contenuto zuccherino ed aromi per effetto della disidratazione naturale, lo Sforzato, citato dalla bibliografia con una certa frequenza a partire dal Settecento, è stato introdotto sul mercato nel 1946 da Pietro Plozza.
Le uve Nebbiolo dell’Inferno, piccola sottozona tra le più blasonate ed impervie situata tra i comuni di Poggiridenti e Tresivio, danno un vino di carattere, adatto ad un lungo invecchiamento, che sorprende per pulizia e vivacità. «Nomen est omen»: specchio del territorio di appartenenza, dischiudendo le sue segrete porte aromatiche l’Inferno pare...
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